VUOI UN AVVOCATO CHE TENGA AL RISULTATO QUANTO TE??

VUOI ANCHE UN AVVOCATO CHE NON TI COSTI DI PIU’ DI QUANTO INCASSI?

SE LA RISPOSTA E’ UN BEL SI’ ALLORA TI SERVE IL "PATTO DI QUOTA LITE".

VEDIAMO ASSIEME PERCHE’ CONVIENE.

Innazitutto pensiamo a cosa accade nella maggioranza dei casi. Ora, se ci guardiamo attorno, è sempre più facile vedere persone che devono affrontare la scelta di perdere i propri soldi o combattere: l’alternativa quindi è fra abbandonare il proprio credito oppure affrontare il ricorso alla giustizia, ovvero andare in Tribunale con i tempi e i rischi che conosciamo.

A questo punto, spesso, si resta inerti e si sopportano perdite inaccettabili perché magari non si sa come organizzare la propria difesa, perché si teme di non poterne reggere il costo o non si sa quanto a lungo si riuscirà a sostenerlo.

Tutto questo può accadere se non ci si è informati, se non si sa ancora che c’è una soluzione che permette di affrontare una causa senza rischi, senza incertezze. Quale?

Oggi c’è il “patto di quota lite”: un istituto che dà ad avvocato e cliente la possibilità di pattuire il compenso per la pratica in misura percentuale su quanto effettivamente incassato alla fine della causa: questo è importantissimo soprattutto in quelle cause dove i danneggiato / creditore è la parte debole, ovvero nel caso di crediti da lavoro (cedolino paga), sinistri stradali e responsabilità medica.

Ma cos’è il Patto di Quota Lite?

Si tratta di un istituto recentemente attualizzato (2006) che consente al cliente di accedere ai servizi legali con sicurezza e tranquillità: l’avvocato, infatti, avrà il suo compenso sulla base del risultato utile effettivamente conseguito dal cliente e solo se questo si verificherà.

Nel caso di esito negativo della pratica, all’avvocato non dovrà essere corrisposto alcun compenso ulteriore alle sole spese sostenute.

Per questo motivo, per le aziende e anche per i privati, gli studi attenti alle dinamiche del mercato stannoproponendo con crescente soddisfazione la forma di tariffazione del patto di quota lite. Il compenso dell’avvocato è perciò previsto con una percentuale di quello che il cliente ricava al termine della pratica.

Chi si rivolge agli studi legali che fanno questa scelta sa, automaticamente, che non spenderà più di tanto, certamente non più di quello che avrà guadagnato, come invece a molti sta capitando con i sistemi di tariffazione ordinaria.

In alternativa, è prevista la possibilità, anche questa resa praticabile con i provvedimenti proposti da Bersani, di pattuire compensi forfettari per le singole pratiche

  • sia come somma unica e onnicomprensiva per ciascuna pratica,
  • oppure come somma / anno per i procedimenti giudiziari fino a che questi non giungono a sentenza.

Con questi strumenti, del tutto legali, le persone che scelgono così i loro avvocati sono sempre in grado di sapere che cosa spendono e di fare ogni sceltà in libertà. Ogni studio legale attento alle dinamiche di innovazione è perciò disponibile ad assumere incarichi difensivi utilizzando questi nuovi strumenti ed è disponibile a personalizzarli secondo le peculiarità del caso concreto e del cliente.

www.avvocati.venezia.it


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