L’ARTE DEL PARAGRAFO VINCENTE

UNA PAGINA PIENA DI PAROLE NON BASTA

Chiunque può scrivere un paragrafo, ma non tutti sanno come scrivere quello che gli altri vogliono leggere.

Forse lo hai notato.

Si apre un libro, e l'intera pagina è un lungo blocco di testo.

Ogni frase, nel paragrafo fa esattamente lo stesso punto, ma in un modo leggermente diverso, e ti chiedi perché non si limitava a dirlo una volta e chiuderlo con quella.

Ogni paragrafo è della stessa lunghezza (cinque righe, forse?), che abbia senso o meno, e dà al pezzo un ritmo monotono.

Il paragrafo fa un punto senza dire il perché quel punto è importante, e non si può non pensare: "E allora?"

Come una piccola isola, il punto non si connette a tutte le idee di ciò che è venuto prima o dopo, e sembra vagamente fuori luogo.

Odiamo tutti punti che fanno questi errori. Quelli di noi che si trovano nella Società Nazionale di Scrittura Snobs (alzi la mano, se sei un membro) sembrano avere una sorta di strano brivido.


Eppure, in qualche modo, continuano ad andare avanti.

E' come Bill Murray e Richard Dreyfuss nel film What About Bob? – Ogni volta che pensano che me ne sia andato, si apre la porta, e ci sono ancora, sorridente e felice di vederti.
La domanda è: che cosa hai intenzione di fare?

Va bene scrivere un paragrafo male, ma pubblicarne uno solo mette in pericolo il Tuo legame con i tuoi lettori. Prima di mostrare i tuoi testi a chiunque, si deve sempre tornare indietro e controllare attraverso i paragrafi per assicurarsi che siano in perfetta forma.

Ecco alcune domande per guidare l'utente:


1. Il paragrafo passa il test Guy Kawasaki?

Voi sapete come sistemi usiamo tutti noi che assistiamo un blog?

Beh, Guy Kawasaki è uno dei miei. Tre anni fa, ha scritto un post su qualche passaggio della sua saggezza blogging, e uno dei suoi pezzi di consigli mi ha colpito:

    . . . Immaginate che c'è un omino seduto sulla tua spalla che legge ciò che si sta scrivendo. Ogni volta che si scrive una voce, egli dice, "E allora? Chi fatto la cazzata?" Se non è in grado di rispondere al piccolo uomo, allora non avete un buon testo.

E 'vero. Ogni volta che si scrive un punto, bisogna fermarsi un attimo e vedere se passa il "Chi fatto la cazzata?" Test. Se non hai una buona risposta, devi eliminare il punto e ricominciare da capo.


2. Si tratta di un bambino con due teste?

I bambini sono adorabili. Ma un bambino con due teste, d'altra parte, sono è che si potrebbe vedere sulla copertina del National Enquirer. E' qualcosa di … . sbagliato.

I punti funzionano allo stesso modo.

Un buon punto ha una testa. In altre parole, è un punto, una sola idea, e tutte le sue frasi lavorare insieme per sostenere una sola idea. Fa bene, ed è adorabile nella sua semplicità.

Se si tenta di far stare più di una idea in un punto, però, si trasformerà in un mostro. Uomini adulti scapperanno da lui. Bambini piccoli scoppieranno in lacrime. Insegnanti di italiano si batteranno il pettoe cadranno morti.

Okay, forse no. Ma si confondono i lettori, e questa è una faccenda seria. Non farlo.


3. C'è l'eco qui dentro?

Alcuni scrittori hanno ciò che io chiamo un "Echo problema".

Iniziano con una idea, e quindi in ogni frase del paragrafo rieccheggia la stessa idea, anche se in modo leggermente diverso. Ad esempio:

    Odio i fagiolini. Ogni volta che penso a loro, mi sento la nausea. I fagiolini verdi sono i peggiori in assoluto. Se si mettono i fagiolini sul mio piatto, io non li mangerò.

Questo paragrafo ha una sola idea: Odio i fagiolini. Ogni frase, nel paragrafo da eco solo alla stessa idea. Sono inutili.

Quando si scrive un paragrafo come questo, ci si sente come se stessi esponendo il tuo punto di partenza. Ma non è più il punto di partenza. Quello che tu stai facendo è davvero l'aggiunta di imbottitura ed annoiare il lettore.

Una buona regola è quella di leggere ogni frase del tuo paragrafo e chiederti: "Potrei togliere qualunque di queste frasi e mantenere lo stesso significato?" Se si può, devi sbarazzarti di lro con tutti i mezzi. E questo renderà la tua scrittura più snella.


4. Stai scrivendo con un monotono?

Hai mai ascoltato un discorso dove lo speaker ha usato esattamente la stessa inflessione vocale, dall'inizio alla fine?

E 'fastidioso, e non solo perché gli esseri umani sono predisposti verso il linguaggio ritmico. Quando siamo in ascolto, noi dipendiamo anche dallo speaker che deve utilizzare le inflessioni vocali per dirci cosa è importante. Per esempio, se stai parlando in fretta e poi, improvvisamente inizi a disegnare sulla lavagna le loro parole, chi ascolta sa che deve fare attenzione. Il cambiamento di inflessione significa che qualcosa di importante sta accadendo.

Ha senso, giusto? Ma lo sapevi che è anche possibile che i tuoi testi possano essere monotoni?

I paragrafi sono le inflessioni vocali della parola scritta. Buoni scrittori variano la lunghezza dei loro paragrafi per mostrare al lettore quello che è importante. Alcuni punti saranno di 3-5 frasi e poi, ogni tanto, si butta una sola frase nel paragrafo, al fine di sottolineare un punto particolare.

Spicca, e dice al lettore di prestare attenzione.

Prova tu stesso.

5. Ci sono strade di entrata e di uscita?

Finora, abbiamo parlato del paragrafo (singolare), ma è il momento di dedicare un po 'il tempo ai paragrafi(plurale).

Un sacco di scrittori alle prime armi tratta i paragrafi come piccole isole, che galleggiano nel grande oceano delle idee, senza alcun collegamento con qualcuno o qualcosa. E' stridente. A volte si può vedere come i punti isiano n relazione tra loro, ma a volte ti ritrovi a grattarti la testa per capire di cosa si sta parlando.

E' molto meglio a guardare ai punti come se fossero città, lungo una strada. Sì, sono separate, ma hanno anche entrate e uscite che rendono più facile per le persone a tornare sulla strada e arrivare alla loro meta. Allo stesso modo, i buoni paragrafi usano le parole e la grammatica come connettori per aiutare il lettore a passare l'idea successiva.

Potremmo fare un intero post su questo argomento (e probabilmente lo faremo, in futuro), ma la regola generale resta nel fatto che è meglio guardare ciascuno dei tuoi paragrafi per vedere se è possibile comprenderlo senza la lettura di tutti gli altri. Se lo è, devi pensare a strade di entrata ed uscita per collegarlo con gli altri paragrafi. E questo renderà la tua scrittura più leggibile.


Queste sono regole che "DEVI" seguire per forza?

No, sono solo linee guida.

Il punto è che bisogna pensare con coscienza ai paragrafi e al modo in cui incidono nei tuoi lettori.

Come la maggior parte delle cose, è con le piccole sfumature della tua scrittura che aggiungerai un profondo impatto sul lettore. I paragrafi sono una di queste sfumature, e se ci tieni sul serio alla sua scrittura, è importante imparare a usarli.

Buon lavoro.

Alberto Vigani , classe 1967, laureato all'Università Cattolica di Milano è Consulente del Lavoro e Avvocato specializzato in Diritto del Lavoro ed in Procedure Arbitrali in Venezia, co-fondatore della Camera Arbitrale della Venezia Orientale. È iscritto agli “elenchi degli avvocati abilitati al Patrocinio a spese dello Stato dell’Ordine degli Avvocati di Venezia”.  È anche il segretario della Camera Avvocati di San Donà di Piave e il redattore di www.avvocatogratis.com, dove scrive in materia di Patrocinio a Spese dello Stato e questioni connesse. E' altresì da sempre appassionato di comunicazione e legal marketing.

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