MOZIONE PER UNA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA PIU’ GIUSTA

CONGRESSO FORENSE: BARI 22-24 NOVEMBRE 2012
MOZIONE PER UNA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA

L’avvocatura italiana ha chiesto compatta di modificare le scelte in materia di riforma della geografia giudiziaria che sono preambolo di un nuovo collasso della Giustizia. La chiusura improvvisa e non preparata di oltre 200 sezioni distaccata di tribunale e 32 sedi circondariali rende impossibile aspettarsi il mantenimento del livello funzionale degli uffici giudiziari. Al congresso forense tutti i delegati hanno vostato unanimi la mozione rivolta al governo, ed in particolare al ministro, prechè si provveda ad intervenire per consentire la salvagiuardia dei presidi con standard operativi adeguati uscendo dalla logica che ha condotto alla confusa, contraddittoria e solo parziale applicazione dei parametri della Legge delega che ha comportato la soppressione di tanti Tribunali, nonostante molti di questi ne rispecchiassero i requisiti legislativi.

Ecco il testo integrale:

Gli Avvocati Italiani riuniti in congresso a Bari

RICHIAMATI
i seguenti principi fondamentali:
-che la Giustizia non può essere gestita in termini di “produttività aziendale” poiché è un bisogno primario della collettività – i cui costi devono considerarsi come socialmente utili e doverosamente assorbibili;
-che sussiste indubbia esigenza di affrontare con speditezza le problematiche legate alla geografia giudiziaria;
-che ciò non può avvenire, come si è recentemente attuato, in termini settoriali o limitati solo ad alcuni Uffici, ma deve interessare, coinvolgendo l’avvocatura e tutte le forze socio-economiche locali, Giudici di Pace, Sezioni Distaccate, Tribunali o Corte di Appello;
-che è necessaria una analisi non quantitativa ma qualitativa dei singoli dati territoriali, purché “certi” e “verificati” e raccolti con la collaborazione dell’avvocatura locale;
-che non devono venir meno le esigenze di salvaguardare la giustizia di prossimità che avevano portato ad istituire le attuali sedi di Tribunale, quelle distaccate e gli uffici del Giudice di Pace;
-che si impone una attenta analisi e verifica del risparmio effettivo tenuto conto dell’incidenza dei costi, anche ambientali, conseguenti al pendolarismo dell’utenza e degli operatori;
-che gli obiettivi di risparmio e di efficienza, non si raggiungono con l’indiscriminata e generica soppressione degli Uffici giudiziari, quanto piuttosto con una oculata e condivisa riorganizzazione sul territorio degli attuali Uffici anche al fine di evitare la paralisi del servizio giustizia negli uffici accorpati;

RIBADITO

– che un’efficiente, attuale ed economicamente utile riorganizzazione giudiziaria si può attuare soltanto attraverso un’ampia redistribuzione territoriale del carico di lavoro dei singoli uffici senza le attuali limitazioni geografiche;
– che, al contrario, da una indiscriminata e irrazionale soppressione, come quella attuata, non derivi alcun risparmio economico, essendo vero invece il contrario, stante il permanere di tutti i costi solo figurativamente trasferiti presso la sede accorpante; parimenti, non consegue affatto una diversa e migliore efficienza del servizio, atteso il maggior carico di lavoro che va a gravare sull’Ufficio accorpante, con perdita di efficienza, nei territori accorpati, nella giustizia civile e penale e nella lotta alla criminalità;
– che l’art. 9 del D.L. n. 98/2011 pone un obiettivo di razionalizzazione della spesa pubblica e di “superamento del criterio della spesa storica”, volto a definire i “fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato”;
-che vanno quindi fin da subito individuati eventuali criticità nell’erogazione dei servizi e possibili duplicazioni di strutture;
VISTI
– la Legge Delega 148/11;
– i decreti legislativi nr. 155 e 156 del 2012 in tema di riorganizzazione degli Uffici Giudiziari;

CONSIDERATI

– i rilievi da più parti espressi sulla costituzionalità dei provvedimenti (Legge 148/11, Dlgs 155/12 già rimessi alla Corte Costituzionale il 16.11.2012)
MANIFESTATA
contrarietà verso:
– il mancato coinvolgimento dell’Avvocatura e del territorio nelle valutazioni dei presupposti per la ridistribuzione degli uffici, pur ripetutamente richiesti;
– la mancanza di un progetto organico tale da interessare tutti gli Uffici;
– un provvedimento finalizzato essenzialmente alla soppressione di Uffici di primo grado in quanto non aventi sede in capoluogo di provincia e non alla equa redistribuzione sul territorio ai fini di raggiungere una più efficiente risposta di giustizia;
– la confusa, contraddittoria e solo parziale applicazione dei parametri della Legge delega che ha comportato la soppressione di tanti Tribunali, nonostante molti di questi ne rispecchiassero i requisiti legislativi;
– l’immotivata soppressione di tutte le Sezioni Distaccate e di un abnorme numero di Uffici di Giudice di Pace, in disapplicazione e persino in violazione dei principi sanciti dalla legge di delega, motivata da sole ragioni di una generalizzata inefficienza del modulo organizzativo, assolutamente non condivisibili;

EVIDENZIATO

– che la Legge 148/2011 individuava fini e metodi con cui reinventare la geografia giudiziaria italiana, onde ottenere un sistema giudiziario efficiente e moderno;
– che di contro l’esercizio della delega da parte del Governo ha disatteso la legge stessa; ha operato contro la volontà del Parlamento, ignorando il pronunciamento delle Commissioni giustizia di entrambe le Camere; ha pretermesso o mal governato i criteri oggettivi ed omogenei che il Legislatore delegante aveva imposto; ha ignorato le specificità territoriali, i bacini di utenza, le situazioni infrastrutturali, ambientali ed orografiche;

PRECISATO
– che non sono in assoluto contrari alla Revisione della Geografia Giudiziaria, in quanto intervento utile a ridistribuire il servizio giustizia sul territorio, con guadagno per l’efficienza, ma non possono condividere quella attuata perché i decreti legislativi promulgati hanno ridisegnato i circondari per sole ragioni economiche – peraltro non congruamente motivate, quando addirittura non dimostrabili – disattendendo ogni valutazione sulle ragioni della giustizia di prossimità;
– che non sono in assoluto contrari alla conseguente soppressione di taluni tribunali e sezioni distaccate, ma non possono accettare però questo indiscriminato taglio orizzontale, avulso da ogni indagine sull’effettiva utilità per il territorio degli uffici interessati e sulla loro efficienza;

AUSPICANO

un immediato intervento correttivo, finalizzato alla reale tutela degli interessi del Cittadino e non solo al criterio ragionieristico della spending review, affinché prevalgano e si esaltino i diritti costituzionali alla tutela giurisdizionale delle posizioni soggettive ed alla difesa in giudizio e non solo le ragioni del rating o di poteri non democratici;

INVITANO

il Ministro ad adottare un decreto correttivo, prima della scadenza naturale della legislatura, al fine di porre rimedio alle criticità segnalate e comunque emerse, che recepisca le esigenze che risultano dall’analisi di dati oggettivi già disponibili e relativi a strumenti, organizzazione, personale, carico di lavoro e produttività; e ciò al fine di prevenire che tali criticità possano inficiare l’esito della riforma, una volta decorso il periodo transitorio di un anno previsto nel d.lgs. n. 155/2012;

CHIEDONO

1) L’immediata “sospensione” dei D.lgs nn. 155 e 156 del 2012 per provvedere successivamente anche per gradi alla ridistribuzione dei singoli Uffici con la emanazione di uno o più decreti correttivi ex art. 1 comma 5 Legge n. 148/2011 con puntuale applicazione dei dettati della legge delega n. 148/2011 per gli Uffici che sono stati soppressi, nonostante la presenza dei criteri oggettivi e omogenei previsti nella Legge medesima. I decreti correttivi dovranno in ogni caso prevedere la salvaguardia della operatività degli Uffici Giudiziari, sia sedi di Tribunale che Sedi Distaccate, indicati nei pareri formulati dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato.
2) In via subordinata, la posticipazione del termine annuale previsto dal Dlgs. n. 155/2012 per l’efficacia delle previsioni in tema di modifica delle circoscrizioni e la soppressione degli Uffici Giudiziari, uniformandolo al termine previsto dall’art. 11 comma 3 Dlgs. 155/2012 per gli uffici giudiziari di L’Aquila e di Chieti.

Bari, 23 novembre 2012

Leave a Reply

*

Comment moderation is enabled. Your comment may take some time to appear.

Heracliaweb

Get Adobe Flash player